home titolo
chisiamochisiamoarchivioscriverepromuovereforummateriali


Ultimo numero
Archivio di Script

Links utili
Articoli dello stesso autore








search



Senza futuro
Nicola Lusuardi


Questo sganciamento tuttavia ha un impatto economico decisivo che ricade in modo vistoso sull’industria determinando la crisi dei modelli editoriali e produttivi conosciuti e anticipando l’imminenza di una rivoluzione. Rivoluzione che tuttavia stenta ad accadere. Cosicché restiamo lontani dall’aver individuato nuovi assetti ed equilibri.
La catena del valore tradizionale dei contenuti audiovisivi è infatti travolta dal moltiplicarsi degli sfruttamenti su un numero sempre maggiore e sempre più frammentato di piattaforme, secondo modalità sociali ampiamente diversificate, modalità che però fino a oggi sono fondate spesso sulla gratuità o semigratuità. Cosicché questi nuovi modelli di sfruttamento non generano ricchezza. La ricchezza che sarebbe necessaria perché il web trovasse le risorse autonome capaci di individuare a partire dai suoi usi specifici quelle sue forme inedite, quei contenuti unici e peculiari che ogni media, nella sua storia, ha a poco a poco individuato.
Ma è solo questione di tempo, prima o poi, nell’universo digitale, alcuni standard si affermeranno su altri, alcuni schemi di organizzazione dello spazio e del tempo sincronico e non-lineare del web si affermeranno a scapito di altri. A quel punto lo sfruttamento di contenuti sul web diventerà fonte di ricchezza e molti nuovi soggetti si affacceranno sul mercato mondiale. Questi nuovi soggetti verranno probabilmente da quei paesi che avranno favorito l’esistenza di una pluralità di soggetti indipendenti forti, dunque capaci di competere nella ricerca di formati e contenuti specifici.

Nulla di tutto questo sembra porsi all’attenzione del legislatore italiano. Mentre l’Inghilterra è diventata la prima produttrice al mondo di format televisivi grazie a una legislazione continuamente aggiornata che oggi assegna ai produttori indipendenti tutti i diritti secondari (grazie al Communications Act del 2003), mentre in Francia esiste una tassa di scopo che cerca di individuare ogni singolo sfruttamento di modo che esso venga remunerato e con esso il sistema continui a investire, produrre e fare ricerca, mentre in tutto il mondo si discute se e come intercettare e redistribuire la ricchezza originata dal traffico dati attraverso i provider telefonici, l’Italia non solo evita di aggiornare la Legge 122 (poi Gasparri) ma addirittura rinuncia ad alcune delle acquisizioni che l’avevano resa efficace, come gli obblighi di trasmissione e quote fisse di investimento in opere europee indipendenti recenti.
Dunque non solo ignora la nuova realtà digitale e l’esistenza dei provider telefonici come nuovi attori della catena del valore generata dallo sfruttamento di contenuti audiovisivi, ma resiste alla necessità di favorire la crescita della produzione indipendente impedendo l’assegnazione dei diritti residuali prescritta dall’Europa e continua a perseguire politiche finalizzate all’accentramento dell’iniziativa editoriale e della ricchezza industriale nelle mani dei broadcaster.
Nessun provvedimento che aiuti a fa­vorire il pluralismo delle idee e delle iniziative imprenditoriali, solo l’ostinata conservazione di uno status quo del quale non beneficiano né i produttori né gli autori, dunque meno che mai il pubblico e tutti i cittadini italiani ai quali questo paese non vuole in alcun modo riconoscere il diritto a raccontarsi e a farsi raccontare da una narrativa il più possibile molteplice, libera, diversa e capace di occupare tutti gli spazi che la nuova medialità digitale, informe, aperta e rischiosa saprà offrire.

E allora, concludendo, forse non è mal riposto il sospetto che le ragioni per inibire l’esistenza di una narrazione plurale, libera e indipendente, dietro alle evidenti questioni di interesse economico, ne abbiano anche altre, complementari, di ordine squisitamente politico.
Che sia meglio cioè un paese di piccole élite cresciute nell’abitudine a consumare narrativa che parla lingue lontane e problematizza sistemi valoriali per noi inattingibili.





Links utili
Per acquistare Script 48
Articoli dello stesso autore

Ciò di cui vogliamo parlare. Altre considerazioni sul tema
Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi - Script 32



mail inc