home titolo
chisiamochisiamoarchivioscriverepromuovereforummateriali


Ultimo numero
Archivio di Script









search



SerialitĂ  USA e tragedia greca: mitologie a confronto
Elena Redaelli

Negli ultimi decenni il mito greco ha conosciuto un rinnovato interesse culturale. Sono sempre più numerosi i contributi che studiano come i racconti degli antichi esercitino la loro suggestione sulla produzione artistica mondiale.
L’eco di alcune figure mitiche particolarmente significative si fa sentire, insospettabilmente, anche nelle storie dell’audiovisivo contemporaneo. Un esempio sono le serie televisive americane di maggiore successo degli anni Duemila.
Se infatti il mito è stato per i Greci un modo per conoscere e ordinare la realtà, il telefilm, come sostiene il critico televisivo Aldo Grasso1, «è forse la vera espressione del nostro tempo, la via di transito dei molti significati che ci circondano e spesso ci appaiono illeggibili».
È un parallelo ardito, quello tra televisione e teatro greco. Un parallelo che non è inedito: ne parla anche Giuseppe Feyles nel libro La televisione secondo Aristotele2. Feyles coglie alcune somiglianze tra queste due forme della rappresentazione, all’apparenza lontanissime fra loro: teatro e Tv hanno in comune la funzione sociale e il carattere rituale, e si possono riscontrare analogie tra la figura del Corego antico e del produttore televisivo, nonché fra il pubblico della tragedia e quello del piccolo schermo.
Dopo quello tra televisione e teatro greco, si può sostenere un secondo parallelo ardito, questa volta inedito, tra serialità televisiva americana e tragedia greca.
Parallelo che si può avanzare affermando che alla base di entrambe vi sia il mito e i suoi archetipi. Si può costruire insomma una vera e propria “proporzione” – la televisione sta a teatro greco come le serie televisive americane stanno alla tragedia – sostenendo che in comune ai due generi, entrambi appartenenti alla finzione e alla dimensione dello showing, ovvero del mostrare, vi sia il mito. Un mito che da una parte avvolge i personaggi con i suoi archetipi eterni e li carica di significati universali (tanto che questi personaggi sono attuali sia per lo spettatore della tragedia che per quello delle serie Tv Usa), dall’altra si fa veicolo per la trasmissione di temi civili e contingenti.
Modelli di archetipi ricorrenti nelle fiction Usa contemporanee sono individuabili in sei eroi (non a caso tragici) del mito.
1) Edipo, zoppo e sapiente, paradigma del destino fragile dell’uomo, antesignano di Dr House (della serie omonima), a sua volta eroe marchiato e farmaco dei mali della sua gente.
2) Odisseo, emblema dell’uomo inquieto alla ricerca di se stesso e del senso dell’esistenza, incarnato dalla coralità dei personaggi di Lost. Personaggi che, come Odisseo, rimangono attaccati alla loro identità nonostante il viaggio.
3) Prometeo, “artefice” del genere umano, ma anche della sua sventura, fervidamente convinto che l’azione, per quanto fallimentare, dia comunque senso all’esistenza (proprio come Michael Scofield di Prison Break).





mail inc