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Elementi per la costruzione di una storia
Boris Tomasevskij

Dal volume di Boris Tomasˇevskij Teoria della letteratura, scritto nel 1925, Tzvetan Todorov aveva estratto un capitolo e lo aveva inserito nella ormai storica antologia I formalisti russi, Einaudi, 1966, da lui curata all’inizio degli anni sessanta. È da questo libro che abbiamo tratto dei brani e li abbiamo cuciti insieme, con la tecnica del patchwork, rispettandone ovviamente il senso. E tutto questo con un obiettivo. Scrive Todorov nell’introduzione al passo di Tomasˇevskij: “Quest’opera, concepita come un manuale, è destinata a un pubblico più vasto: ciò spiega la presenza di talune affermazioni piuttosto banali. Pur non avendo un carattere originale, essa rappresenta il solo tentativo di quegli anni di dare forma sistematica alle acquisizioni dei formalisti”.
Il senso del riproporre queste pagine sta non solo nella loro grandissima attualità nella costruzione della narrazione filmica, ma nel ribadire di fronte a tanti sciocchi dei nostri tempi, che al solo sentir parlare di strutture lanciano invettive e mettono mano alla pistola, accusandoci di essere culturalmente colonizzati dagli USA, che questi discorsi di analisi narratologica non vengono dagli americani, ma dai russi…
E pensare che molti tra gli sciocchi stanno con Rifondazione o Diliberto…
1. LA SCELTA DEL TEMA
[…] Ogni prodotto letterario scritto in un linguaggio dotato di significato ha un tema […].
Perché una costruzione verbale costituisca un prodotto unitario essa deve possedere un tema che la unifichi, prendendo forma a mano a mano che essa si sviluppa.
Nella scelta del tema ha notevole importanza il modo in cui reagirà ad esso il lettore. Con questa parola si fa in genere riferimento ad un gruppo abbastanza indeterminato di persone, e spesso lo scrittore non ha un’idea chiara di chi siano i suoi lettori effettivi; tuttavia in un modo o nell’altro egli ne tiene sempre conto nel suo lavoro. […]
Il tema prescelto deve essere interessante ma può esserlo nei modi più diversi. […]
La forma più elementare di attualità è quella rappresentata dai problemi del giorno, in tutta la loro effimera tran- sitorietà. Ma i prodotti letterari che se ne occupano (articoli d’appendice, versi di canzonette), proprio per il fatto di essere legati a questi problemi non sopravvivono a lungo al passeggero interesse per essi. Questi temi non hanno profondità, non sono cioè in grado di tener testa alla mutevolezza degli interessi quotidiani del pubblico. Per contro, quanto più è di rilievo il tema prescelto, tanto maggiori ne saranno la resistenza al tempo e la vita1ità. Allontanandoci dall’attualità, possiamo giungere fino agli interessi più generalmente «umani» (il problema dell’amore, della morte), che sono rimasti fondamentalmente immutati durante tutta la storia dell’umanità. Tuttavia questi temi «umani» generali devono prendere corpo in qualche materiale concreto,­ e se tale materiale non è legato all’attualità l’impostazione di questi problemi può risultare «ininteressante». […]
Ma scegliere un tema interessante non basta; è necessario mantenerlo vivo, stimolare l’attenzione del lettore. L’interesse è ciò che attira, l’attenzione ciò che avvince.





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