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Più vero del vero: dalla cronaca al soggetto
Nicola Lusuardi

La cronaca è da sempre una delle fonti privilegiate per la ricerca di soggetti destinati al cinema e più spesso, almeno in Italia, alla fiction televisiva. La ricerca si rivolge per lo più ad eventi criminosi ma non mancano anche fatti di rilevanza sociale, battaglie per la salute, per la giustizia, per l’ambiente o per il lavoro, imprese sportive, storie di uomini che compiono gesti eccezionali o che lottano per salvare la vita propria o quella dei propri figli.
L’interesse per la cronaca è motivato dalla forte risposta del pubblico di fronte al racconto di vicende “reali” e dall’impressione che attraverso di esse la vita irrompa più vera ed efficace a svelare i segreti dell’agire umano.
Questo soddisfa la richiesta di realismo che ha caratterizzato un’inclinazione editoriale molto presente e apprezzata nel corso degli ultimi anni. Ma ha anche diffuso in Italia la convinzione che il mestiere della cronaca (quello di chi cerca e racconta le notizie) e quello della drammaturgia cinematografica e televisiva (quello di chi organizza il racconto per lo spettacolo audiovisivo) siano sostanzialmente sovrapponibili. Convinzione fondata sul fatto che una conoscenza piena e profonda degli eventi, la capacità di ricostruirne il corso e la logica, sono una premessa necessaria a qualunque tentativo di rigenerazione drammaturgica.
E tuttavia come nessun evento della vita, per quanto appassionante, è naturalmente organizzato per la narrazione audiovisiva, così nessun fatto di cronaca contiene ancora la propria drammaturgia.
Per questo anche in presenza di un evento sensazionale e ricco di personaggi, colpi di scena e potenziale emotivo, per capire se è possibile trarre da questo evento il racconto adatto per un film o una serie, è necessario prima di tutto individuare e sviluppare un Soggetto.
Il Soggetto è una sorta di unità drammaturgica minima che deve contenere gli istituti necessari a fondare un racconto adeguato ai bisogni che caratterizzano la narrazione audiovisiva.
La prima imprescindibile necessità, in un testo “veloce” come quello cinematografico o televisivo, è conquistare l’attenzione dello spettatore e costringerlo a una convinta partecipazione emotiva. Poi riuscire a conservare questa partecipazione fino al termine della storia, senza lasciare che lo spettatore si distragga, perda il filo del racconto, si annoi e cambi canale.
La partecipazione dello spettatore dipende prima di tutto dall’efficacia del Punto di Vista scelto per raccontare la storia. Scegliere un Punto di Vista significa prendere posizione rispetto alle vicende e guardarle da quella prospettiva. Solo questo permette di intuire il giusto Protagonista e in stretta connessione ad esso, il Tema del racconto.
Il Protagonista1 è il personaggio sul quale investiamo il massimo potenziale di identificazione del pubblico ed è emanazione diretta del Tema.
Il Tema è “ciò di cui si tratta”, ovvero risponde alla domanda: “di che cosa sto parlando mentre affronto questo argomento (di cronaca nel nostro caso)?”





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