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A proposito del cinema impegnato. Un dibattito on-line
Conversazione con Rush Jeff, Kallas Christina, Rodenkirchen Frank, Ventriglia Gino

Nella seconda metà del 2007 si è svolto un dibattito online tra i docenti di Script&Pitch, un’esperienza didattica di formazione nel campo della sceneggiatura, organzzata da Savina Neirotti, della Scuola Holden, finanziata dai programmi media e sponsorizzata anche da Script. L’argomento, sollecitato quasi casualmente da Jeff Rush ha riguardato il cosiddetto cinema d’impegno e ha riproposto oggi alla nostra attenzione un discorso da troppi anni assente nei nostri dibattiti e che invece film come Gomorra e Il divo ripropongono finalmente con forza sugli schermi e non solo sulle pagine di una rivista.

JEFF:
Inizierò proponendo un po’ di argomenti per libera associazione. Scegliete quello che preferite. (…)

Cos’è un film impegnato? Sicuramente Crash; ma anche il film che ho mostrato allo Script&Pitch, La Promesse dei fratelli Dardenne. Loro sono abbastanza originali per quanto riguarda il modo di trattare i problemi, i personaggi e le storie attraverso il cinema. La valanga di documentari che sono usciti negli ultimi anni per la maggior parte sono tutti impegnati e in gran parte sono fondamentalmente narrativi. Blood Diamonds è un film impegnato? Qual è la differenza tra My Beautiful Laundrette e The Queen? Sarebbe utile accordarsi su alcuni film da considerare “impegnati” e focalizzare su quelli.

E per quanto riguarda la TV? Per esempio, The Wire. Pensate che le serie televisive offrano nuove possibilità e definizioni per il concetto di “film”?
Un problema con i film impegnati è che molte problematiche, parlando in generale, sono state affrontate fino all’esaurimento. Attenzione, non voglio dire che siano state analizzate a fondo, ma così tanto che abbiamo immagazzinato ogni genere di informazione nella nostra immaginazione. Il film impegnato, per essere veramente buono, deve assumere problematiche generiche, per poi distruggerle e rimpiazzarle con qualcos’altro. Il problema con il cinema impegnato di bassa qualità è che non è capace di ri-immaginare “quello che già sappiamo”.





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