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David Kipen


LE VITE DEGLI SCENEGGIATORI
Da qui in poi l’attenzione si sposta alla ricerca e al costante lavoro di recupero degli sceneggiatori dimenticati e alla riabilitazione di quelli messi in ombra. Saranno necessari sciami di recensori di DVD e di studenti freschi di laurea e pieni d’entusiasmo per reinserire a forza nei libri di storia i centinaia di sceneggiatori messi in un angolo per così tanto tempo. Quello che segue è un inizio ben spoglio rispetto a come dovrebbe apparire una così monumentale impresa revisionista. Lo sforzo è reso ancora più arduo dallo spazio sempre minore che i giornali americani riservano alle recensioni di film intelligenti e dagli esigui capitali di cui dispongono le case editrici americane, dove le biografie critiche di sceneggiatori fino a oggi oscuri non rappresentano esattamente una priorità. E per finire, è necessario un dizionario biografico degli sceneggiatori da affiancare al Biographical Dictionary of film di David Thomson che, nonostante i suoi molti pregi, dedica una voce a Michael Bay ma non a Dalton Trumbo.
Come persino la essenziale filmografia che segue può suggerire, l’evidente necessità di una radicale riscrittura della storia del cinema americano è sotto gli occhi di tutti. I database cinematografici disponibili su internet continuano a rendere sempre più facile reperire le filmografie degli sceneggiatori1. Netflix.com, nonostante l’errore di rendere il database consultabile sia per sceneggiatore che per regista, rende sempre più agevole procurarsi i film stessi. Se gli studios persistono nel mettere in commercio DVD senza i commenti degli sceneggiatori, qualcuno come la WGA non dovrà fare altro che provvedere a realizzare tali filmati e a renderli fruibili e scaricabili online. Allora – una volta che avremo finalmente studiato l’opera di uno sceneggiatore con la stessa devozione forsennata che viene in genere prodigata ai registi –, allora e solo allora potremo dire: vinca la teoria migliore.
Quello che segue è un misero, striminzito dizionario di sceneggiatori di provato talento, sia classici che contemporanei. I lettori sono invitati a considerarlo come un semplice “pagherò” per il dizionario biografico dettagliato che lo schreiberism reclama. Ma, anche nella sua ridicola incompletezza, l’elenco potrebbe almeno servire a spingere gli amanti del cinema a riconoscere e cercare i nomi degli sceneggiatori, proprio come accade già con i nomi dei registi.
Per essere ammessi nella lista, gli scrittori hanno dovuto soddisfare tre requisiti. Primo, almeno la metà dovrebbe possedere crediti nello scorso decennio. Non ha senso ripetere lo sproposito tattico di Richard Corliss che si è fatto i conti senza considerare la scena attuale. In effetti, molti degli sceneggiatori contemporanei elencati di seguito stanno lavorando su film le cui riprese inizieranno a breve. Alcuni di questi film saranno quasi sicuramente un orrore, compromettendo così la possibilità che questi scrittori mantengano il posto appena conquistato nel nuovo pantheon. Se i film pessimi dovessero essere troppi, il pantheon stesso potrebbe crollare. Ma se un certo numero risulterà brillante, oppure fallirà in modo interessante, la tesi di una cosmologia del cinema incentrata sullo scrittore dovrebbe uscirne rinforzata.
Secondo, in questo elenco non troverete nessun regista-sceneggiatore. Tale condizione non viene imposta per contestare il lavoro spesso ambizioso di professionisti quali Robert Towne, Ron Shelton o altri loro pari. Piuttosto si intende gettare un po’ di luce, anche se in ritardo, su quegli scrittori che non dirigono – e che potrebbero, in alcuni casi, dimostrarsi costituzionalmente poco adatti alla regia. Molti scrittori tendono, dopo tutto, a essere tipi solitari, poco inclini a quella socievolezza persuasiva di cui un regista ha bisogno. Un buon regista – e qui non si può sbagliare, un bravo sceneggiatore vuole un buon regista, proprio come un bravo romanziere vuole un buon editore – è insuperabile nel dire alle persone ciò che devono fare. Un bravo scrittore si sente più a suo agio nel dire ai propri personaggi di finzione cosa fare, e persino questi qualche volta non ascoltano.
Infine, tutti i citati nella seguente lista hanno almeno due film al proprio attivo. Questa condizione esclude alcuni sceneggiatori di talento appena esordienti, ma, per il momento, questi outsider dovranno aspettare. Non è possibile individuare una tematica coerente e in evoluzione in una filmografia che comprenda un solo film.
LA LISTA, DA AGEE A ZAILLIAN
James Agee (1909 – 1955)





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