home titolo
chisiamochisiamoarchivioscriverepromuovereforummateriali


Ultimo numero
Archivio di Script

Articoli dello stesso autore








search



A proposito di strutture: un trailer da La struttura assente di Umberto Eco
Umberto Eco

«Così, proprio mentre nega polemicamente l’affermazione filosofica di un Codice dei Codici, la ricerca semiologica si affanna a mostrare come ogni nostro atto comunicativo sia dominato dalla massiccia esistenza di codici – socialmente e storicamente determinati. E sembra sempre voler affermare che noi non parliamo il linguaggio, bensì siamo parlati dal linguaggio.
Nel contempo, però, attraverso il riconoscimento delle determinazioni, si demistificano i falsi atti di libertà e, restringendo i margini dell’invenzione, la si riconosce solo là dove veramente è».

La maggior parte dei nostri lettori non era ancora nata quando Eco pubblicò La struttura assente (1968) e temo purtroppo non l’abbia letto neanche in occasione delle sue numerose ristampe. Così, come invito promozionale a leggere un grande libro ne presentiamo un trailer. Citazioni prese dal testo e montate in rapidissimi flash, quasi in videoclip. Certi che sia utile e che il Maestro ci perdoni. (d.a.)

Facciamo un esempio molto semplice, che ha solo lo scopo di chiarire alcuni procedimenti mentali, alcune operazioni che compiamo quando, a livelli più complessi, individuiamo delle strutture.
Io osservo vari esseri umani. E stabilisco che, per individuare alcune caratteristiche comuni, che mi permettano di parlare di vari fenomeni usando strumenti omogenei, debbo procede a una semplificazione. Posso così ridurre il copro umano a una rete di rapporti che identifico nello scheletro, e dare dello scheletro una rappresentazione graficamente semplificata. Ho individuato così una struttura comune a più esseri umani, un sistema di relazioni, di posizioni e di differenze tra elementi discreti, rappresentabili in linee di diversa lunghezza e posizione. È chiaro che questa struttura è già un codice: un sistema di regole a cui un corpo deve sottostare, pur attraverso le variazioni individuali, perché io lo possa intendere come corpo umano.

Ma è altrettanto chiaro che la mia struttura non è solo una semplificazione, un impoverimento della realtà: è una semplificazione che nasce da un punto di vista. Riduco il corpo umano alla struttura dello scheletro semplificato perché voglio studiare più corpi umani dal punto di vista della struttura scheletrica, o dal punto di vista di caratteristica come “animale in posizione eretta”, o “bipede con due arti superiori e due inferiori”. Se volessi studiare il corpo umano dal punto di vista della struttura cellulare elaborerei altri modelli. Una struttura è un modello costruito secondo certe operazioni semplificatrici che mi permettono di uniformare fenomeni diversi da una solo punto di vista.





Articoli dello stesso autore

L’inventiva si può anche inventare
Umberto Eco - Script 37



mail inc