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Sideways ovvero come scrivere in coppia Parlano gli sceneggiatori Alexander Payne & Jim Taylor
a cura di Floriana CampanozziIntervista a cura di F.X. Feeney

«Nella sceneggiatura mettiamo molti dettagli sulla fisicità per gli attori, per indicare le loro intenzioni e come si devono sentire. Noi lo scriviamo in sceneggiatura, così dopo io a voce non gli devo dire altro. Quello che manca se lo possono scoprire da soli. Ma la scenografia e i costumi sono anche molto impliciti. Anche il settore trasporti raccoglie parecchi spunti dalla sceneggiatura: la Saab rosso ciliegia di Sideways era già scritta in sceneggiatura».

Con Sideways/in viaggio con Jack, il quarto film scritto insieme da Alexander Payne e Jim Taylor (anche quinto se si considera Jurassic Park III, per il quale hanno condiviso il credito con Peter Buchmann), il duo emerge come la squadra di filmmakers più affidabile e promettente dai tempi di Billy Wilder e I.A.L. Diamond.
Sideways è un film sofisticato – il primo film metrosexual (metropolitano-sessuale) di amici del cuore – scritto con la caratteristica voce che i due, Taylor e Payne, hanno sviluppato nel loro lavoro precedente (Citizen Ruth, Election, e About Schmidt) ma che delinea anche la traiettoria di una crescita creativa in evoluzione.

Quella che segue è una trascrizione parziale di un dibattito pubblico promosso dalla Writers Guild Foundation (Sindacato Scrittori) di Los Angeles tenutosi al Silent Movie Theatre su Farfax Ave, moderato dal giornalista F.X. Feeney, redattore di Written By.

F.X. Feeney: Citizen Ruth. Election. About Schmidt. E adesso Sideways. La vostra carriera insieme è durata sinora per ben quattro film. È una delle collaborazioni più lunghe nella scrittura nella storia di Hollywood, anche più lunga di un matrimonio da queste parti. Qual è il segreto? Come vi siete incontrati voi due? Jim, qual è stata la prima cosa che hai notato quando hai incontrato Alexander?
Jim Taylor: Mi piaceva com’era vestito. Eravamo solo conoscenti. Il mio primo appartamento da solo è durato tre mesi, poi non potevo più permettermelo, avevo finito i soldi e sapevo che Alexander aveva una stanza disponibile nel suo. Così innanzitutto siamo diventati coinquilini. Cominciare a scrivere insieme non è stato affatto pianificato.
Alexander doveva dirigere alcuni corti, abbiamo cominciato a scriverne alcuni insieme e le cose sono andate molto bene. Così abbiamo buttato giù la nostra prima stesura di una sceneggiatura, e poi io mi sono trasferito a New York. È un po’ complicato da descrivere.





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