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Come sono gli eroi del fumetto?
Michele Medda

Michele Medda,
autore di fumetti (Nathan Never) e sceneggiatore formatosi al Corso Script/Rai.

Dieci risposte serie a domande semiserie sugli eroi del fumetto italiano.

1) Martin Mystère, Dylan Dog, Nathan Never, Lazarus Ledd… perché nome e cognome degli eroi devono cominciare con la stessa iniziale?
Questa tradizione risale a un remotissimo passato, basti pensare a Mickey Mouse-Topolino e Donald Duck-Paperino, a certi personaggi della DC Comics (il supercattivo Lex Luthor) e a molti supereroi della Marvel: Reed Richards e Susan Storm dei Fantastici 4, Peter Parker (L’Uomo Ragno), Matt Murdock (Daredevil). Perché? Forse semplicemente perché “suonava bene”. A un certo punto, si è imposta questa tradizione anche in Italia. Secondo alcuni, l’usanza ha ormai una connotazione puramente scaramantica (il monogramma ha portato fortuna a Dylan Dog, Martin Mystère e Nathan Never, serie longeve, mentre meno fortunate sono state serie come Gregory Hunter e Jonathan Steele).
2) Perché l’eroe ha quasi sempre i capelli corti e non deve mai avere i baffi o la barba?
Alla base di questa scelta probabilmente ci sono ragioni storiche e ragioni pratiche. Un volto incorniciato dalla barba rimane in qualche modo graficamente “indefinito”: la barba ne nasconde il contorno e ne diminuisce l’espressività. Ma, a parte questo, va ricordato che il fumetto popolare italiano è nato in un periodo – gli anni cinquanta – in cui gli eroi del grande schermo esibivano facce accuratamente sbarbate. E, soprattutto, molti eroi del fumetto erano adolescenti come i loro lettori: il Piccolo Sceriffo, il Piccolo Ranger, Capitan Miki, ecc. La barba e i baffi erano riservati ai comprimari adulti (il vecchietto Doppio Rhum, uno dei compagni di Capitan Miki), a personaggi umoristici tout-court (per esempio Pedrito El Drito) o, spesso, ai cattivi. Da notare che negli anni settanta non sono mancati eroi western capelloni (Jesus), baffuti (Judas, Gil), e perfino uno completamente calvo (Coyote). Mai sentiti nominare? Appunto. Nessuno di loro ha lasciato traccia nel ricordo dei (pochi) lettori. Va ricordato che Ken Parker, vera e propria icona generazionale (un po’ come Corto Maltese), nella sua prima avventura sfoggiava una foltissima barba bionda. Nel secondo episodio – dietro insistenza dell’editore – gli autori spedirono Ken dal barbiere, dedicando alla “tosatura” un’intera pagina dell’albo. Oggi, al massimo, personaggi come Nathan Never e Dampyr portano una barba di qualche giorno (che, miracolosamente, non cresce mai di lunghezza). Quanto ai capelli, le uniche eccezioni sono rappresentate da Brendon D’Arkness, cavaliere errante dell’evo post-atomico, che sfoggia una lunga chioma corvina, e da Magico Vento, ispirato nelle fattezze al Daniel Day-Lewis dell’Ultimo dei Mohicani.
3) Perché gli eroi hanno sempre trentacinque anni, e non diciotto o quarantacinque?





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