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Costruire i personaggi secondo l’Enneagramma
Miranda Pisione

«La bontà dell’enneagramma è che parte dal fatto che ogni individuo è sì unico, ma esistono somiglianze tra le persone e una qualche regolarità nella genesi, nelle storie personali, esperienze, ricordi, paure, sogni, obiettivi, modi di vedere la vita, valori, lessico, iter del pensiero e strategie per la sopravvivenza; e raccoglie queste categorie in 9 tipologie estremamente dinamiche».

Miranda Pisione,
sceneggiatrice ha seguito i corsi Rai/Script e ha lavorato nelle serie tv Carabinieri e Un medico in famiglia.

Gli scritti di Vogler hanno cambiato i vostri personaggi e la vostra vita? Avete realizzato l’equazione perfetta in cui sapete quanto Orfano e quanto Viandante c’è nel vostro protagonista? Berne e l’Analisi transazionale sono l’arma per la ricerca del fatal flaw? Avete scoperto la Programmazione neurolinguistica? Allora date un’occhiata a queste paginette; qualunque sistema che aiuti a lavorare meglio, purché non sia vietato dal codice penale, può essere utile. Ma se fate parte di quella rara, invidiabile schiera di sceneggiatori che considera l’arco di Dara Marks un premio sportivo e il 2° TP come la casa in campagna di Toro seduto, cioè scrive “seguendo il cuore” e, oltre a vincere premi, riuscite a mandare i figli alle migliori scuole private con i proventi di questo lavoro, per favore, ringraziate il cielo e superate a piè sospinto tutto l’articolo.
Non vi serve.

Probabilmente vi sarà capitato di imbattervi in questo simbolo, un cerchio che racchiude una bizzarra stella a nove punte. Si tratta della rappresentazione dello schema dell’Enneagramma, un sistema della personalità proveniente da terre lontane, si dice da insegnamenti dei mistici musulmani, i Sufi. La sua forma attuale, resa fruibile a tutti è opera di un avventuroso ricercatore dei primi del secolo scorso, Gurdjieff, e di psicologi innovatori quali Ichazo, Naranjo e Riso che negli ultimi trent’anni lo hanno utilizzato e arricchito in sede di analisi per la cura e la crescita interiore dell’individuo. Judith Searle, che lavora a Los Angeles come attrice e autrice, ha tenuto qualche anno fa alcune lezioni al corso Rai/Script sull’uso di questo sistema applicato alla comprensione strutturale e psicologica dei personaggi nella letteratura, nel cinema e nel teatro. È uno strumento dinamico piuttosto complesso, ma appena introiettati i meccanismi diviene efficace e versatile per costruire personaggi credibili, e per me può essere tranquillamente integrato con buona parte dei sistemi per strutturare (e destrutturare) storie. Ne ho trovato un valido aiuto soprattutto nella lunga serialità televisiva.
l’archetipo Non è mobile





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