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Ciò di cui vogliamo parlare. Altre considerazioni sul tema
Nicola Lusuardi


E ancora: come agiscono i nostri protagonisti (es: usano le mani, usano il “cuore”, usano la logica, usano la scienza)? E, di conseguenza, a partire da cosa si risolve ogni puntata?
E ancora: quali sono i luoghi del racconto? Che funzione hanno? Come si articolano? Cosa li rende speciali?
Fino a decisioni stilistiche: mostriamo ogni volta il modello visivo dell’intuizione scientifica (un cervello sotto effetto di una sostanza chimica, il percorso rallentanto di un proiettile che interagisce con una superficie plastica)? Vediamo le ricostruzioni in flash-back dell’incidente iniziale? Prevediamo molta, poca o nessuna parte di azione, di sesso, di commedia… E così via in un processo di messa a fuoco progressiva della puntata ideale6.
La definizione delle regole narrative (che sono potenzialmente infinite e infinitamente intersecabili) è un esercizio arbitrario ma non capriccioso, ogni regola va infatti focalizzata a partire dal tema e ne sarà uno strumento di esplorazione e di precisazione rappresentativa. Il concept allora è la definizione di un modello insieme ideologico ed estetico. È un gesto quasi platonico di astrazione che precede e dà forma a una serie di episodi che rifacendosi a lui troveranno un’identità comune di serie.
E allora, mentre in una singola storia il tema trova la sua espressione prima di tutto nel protagonista ed esplode in risonanza con tutti gli altri personaggi, nella concezione di una serie televisiva il concept stabilisce un rapporto non tra tema e personaggio, ma tra il tema e un insieme di regole narrative.
Ma se ciò che dà identità e forza a una serie sono le regole narrative più che i personaggi (che sono contenuti come “regole” dalla serie), allora diventa evidente un aspetto che pare poco considerato nell’ideazione delle serie italiane. Il fatto che per dare identità produttiva alla serie non bastano gli attori (ossia i personaggi), ma sono necessarie invenzioni (a disposizione della regia) che diano spazio effettivo di rappresentazione a tutte le regole narrative che rendono efficace il lavoro tematico.
Cosa ne sarebbe di CSI se chi lo scrive non potesse contare sul fatto che chi lo produce inventi un modo di dare pienamente corpo alla regola di spettacolarizzazione del processo scientifico?
Probabilmente gli succederebbe di doversi inventare che uno dei personaggi divorzia dalla moglie per supplire con il racconto al vuoto di concept creatosi sul piano produttivo.
Ma allora non sarebbe più CSI.





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