home titolo
chisiamochisiamoarchivioscriverepromuovereforummateriali


Ultimo numero
Archivio di Script

Articoli dello stesso autore








search



Ciò di cui vogliamo parlare. Altre considerazioni sul tema
Nicola Lusuardi


II atto: cosa vogliamo rappresentare di questi conflitti? Tutti i modi in cui finiscono per causare forme di violenza fisica o psichica.
Il cosiddetto mondo straordinario (il II atto), sarà dunque quello all’interno del quale il tema, espresso nei personaggi protagonisti e risonante per affinità e opposizione in tutti gli altri personaggi, viene sottoposto a tutte le prove più feroci, tenuto sotto stress e sollecitato a rispondere alle domande più difficili. Sarà una dialettica di provocazioni e reazioni, di domande e risposte. L’esplorazione di tutto ciò che l’autore riesce a dire e rappresentare a proposito del tema, le sue sfumature e le sue contraddizioni interne. E sarà di conseguenza uno specchio su cui verificare il lavoro di costruzione strutturale del materiale narrativo. In un buon film ogni scena tende a incarnare un preciso movimento di inchiesta tematica4.

Terminato l’arco complesso del II atto, si approda al III. E qui l’autore, attraverso il suo personaggio, compie l’ultima operazione. La più delicata sul piano ideologico (dato che la “fine” proietta sempre la sua luce di senso su tutto ciò che la precede). Nel terzo atto infatti, l’autore prende posizione sul tema, ossia compie l’atto più compiutamente identificante, ferma il percorso nella posizione che lo rende definitivamente “suo”.
Torniamo per l’ultima volta al nostro esempio:
I atto: di cosa vogliamo parlare? Vogliamo parlare dei conflitti che nascono tra padri e figli ecc.
II atto: cosa vogliamo rappresentare di questi conflitti? Tutti i modi in cui finiscono per causare forme di violenza fisica o psichica.
III atto: qual è la mia posizione su questo? Bisogna chiedersi cosa si può o non si può perdonare a un genitore… sapendo che se non riesci a perdonare rischi di restare per sempre, solo, un figlio e dunque di non ritrovare mai la libertà che ti è stata negata.
La sintesi non rende giustizia alla complessità del lavoro tematico di Magnolia (e che il percorso sia questo è ovviamente un’interpretazione personale e discutibile), ma illustra ugualmente con chiarezza come l’approdo di questo lavoro sia una “presa di posizione” dell’autore, ossia la sua indicazione di senso5.
La presa di posizione è dunque un approdo complesso, soggetto a mille sfumature e variazioni che talvolta tenderà a irrigidirsi in una morale o una tesi (bisogna/non bisogna fare questo o quello), qualche altra volta, in quelli che paiono i racconti più riusciti, sarà invece una domanda, una sentenza problematica o persino un enigma. Si pensi, per esempio, al finale di Parla con lei, dove si rappresenta la nascita di un amore che è il risultato di un orribile gesto di violenza (che però voleva essere un gesto d’amore) che ha portato al suicidio chi lo ha compiuto e alla rinascita di chi lo ha subito. Non si può negare la presenza di qualcosa di profondamente problematico nella presa di posizione tematica di un finale come questo. E quando la presa di posizione è così problematica produce una sorta di incantamento che inquieta e scatena interrogativi, che apre l’opera all’interpretazione, ma soprattutto a nuove, sempre vitali, re-visioni.





Articoli dello stesso autore

Il concept di una serie: un punto di vista, innanzitutto [non disponibile]
Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi Nicola Lusuardi - Script 34



mail inc