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Sulle drammaturgie non lineari
Gino Ventriglia




Alcune Definizioni
Quelle che seguono sono alcune riflessioni preliminari sulle strutture drammaturgiche multilineari – quelle che nelle drama theories angloamericane vengono chiamate strutture ‘multistrand’ o anche ‘parallel narratives’.
Per poterne afferrare il potenziale espressivo e identificare i particolari problemi di costruzione che implicano è necessario definire con la maggiore precisione possibile l’oggetto di cui parliamo.
Una prima distinzione riguarda una duplice possibilità di articolazione delle narrazioni parallele: da una parte le ‘strutture sequenziali’, in cui le linee narrative sono separate ma interconnesse, sono narrate una dopo l’altra e si legano alla fine’ (film come Pulp Fiction, Go, Prima della Pioggia, La Tigre e il Dragone, Mulholland Drive ricadono in questa categoria); dall’altra parte le ‘strutture a tandem’ (immagino che siano state denominate così per intendere che quando una linea narrativa smette di ‘pedalare’, comincia a ‘pedalare’ l’altra, e poi l’altra ancora), in cui più storie interconnesse sono narrate in parallelo (ad esempio, film come America Oggi, Magnolia, City of Hope, Crimini e Misfatti, Happiness, Traffic, Lantana; una particolare forma di struttura a tandem è quella binaria, come Sliding Doors, La Doppia Vita di Veronica, L’Uomo in Più, Ipotesi di Reato, per certi versi L’Uomo del Treno – le cui caratteristiche vanno analizzate a parte). È appunto delle strutture parallele a tandem che ci occuperemo in queste pagine.
A corollario di questa definizione, va detto che tali strutture non sono da confondere con le narrazioni a protagonista/antagonista multiplo, in cui un gruppo di personaggi che reagisce ad uno stesso evento o ha uno stesso obbiettivo, viene sviluppato all’interno di un’unica linea e ciascuno di essi deve competere per le luci della ribalta (per esempio Il Grande Freddo, Il Té con Mussolini, L’Angelo Sterminatore; o, per altri versi, I Sette Samurai, I Magnifici Sette, Independence Day, Armageddon).
Un’ulteriore forma di narrazione parallela è la struttura in flashback: ad esempio, strutture non lineari che s’imperniano sulla narrazione in flashback sono Citizen Kane – Quarto Potere, Rashomon, C’era una Volta in America, Il Coraggio della Verità, Memento. La narrazione che si articola su diversi piani temporali e mette in scena più tempi diegetici merita senz’altro un discorso a parte. Lo stesso può dirsi di film che si articolano su diversi piani di realtà diegetica, come ad esempio Mulholland Drive o Il sesto senso, dove intere sequenze appartengono al sogno, al soprannaturale, all’allucinazione: livelli di ‘non-realtà’ che funzionano in modo simile al ricordo del flashback, con differenti esiti di senso.
Per quanto ci riguarda, va semplicemente detto che possono combinarsi con le strutture parallele in flashback per ottenere particolari effetti sia le narrazioni parallele sequenziali (come in Pulp Fiction, La Tigre e il Dragone, Il Paziente Inglese) sia quelle a tandem (come in Crimini e Misfatti). In tal senso, il flashback può considerarsi una categoria ‘modale’, che si presta a varie funzioni.





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