home titolo
chisiamochisiamoarchivioscriverepromuovereforummateriali


Ultimo numero
Archivio di Script

Articoli dello stesso autore








search



Caso mai: come ho girato il film. Intervista al regista Alessandro D'Alatri
a cura di M. D'Errico




Perché un film sul tema della crisi di coppia?
Innanzitutto perché no. Da molto tempo si sente parlare sempre più di coppie in crisi, crisi della famiglia, crisi dell’identità, crisi dei valori. L’idea di perlustrare quest’immagine della crisi, di capire il perché della crisi nella coppia è stata il motivo scatenante di questo lavoro. Insieme ad Anna Pavignano, co-sceneggiatrice del film, abbiamo fatto un viaggio a ritroso verso le radici di questa problematica che vede percentuali sempre più alte di persone insoddisfatte del proprio rapporto sentimentale. E in questo percorso ci siamo resi conto che – nella stragrande maggioranza dei casi – chi si sta lasciando o chi si è lasciato, in realtà, non imputa a problematiche interne alla coppia il motivo fondamentale della crisi ma indica sempre motivazioni esterne. In pratica è l’esterno che è diventato più invadente rispetto a quella che è la relazione intima e sentimentale. Mi è sembrato che ci fosse materia interessante per poter fare un film visto che nessuno aveva trattato l’argomento da questa angolazione.

Questo viaggio da cosa è cominciato? Qual è stato l’inizio?
Io e Anna ci siamo guardati intorno. La cosa più interessante è stata proprio l’osservazione del mondo che ci circondava. Siamo partiti dalle relazioni più vicine. Per esempio gli amici, i conoscenti, i colleghi di lavoro. Ognuno di noi sente discorsi di questo tipo: “Sai chi si è lasciato, quei due si stanno per lasciare, stanno in crisi, lei l’ha tradito”. Oppure conosciamo gente che si è sposata, ha fatto un figlio e l’anno successivo si è lasciata. A me viene da chiedere perché. E con Anna Pavignano siamo andati a vedere quale comune denominatore avessero questi meccanismi. Quasi sempre abbiamo scoperto pressioni sociali esterne, pressioni del mondo del lavoro, dei parenti, dei mezzi di comunicazione. Pressioni che lasciano un senso di inadeguatezza rispetto alla vita che si sta conducendo o comunque di frustrazione rispetto alla vita che si vorrebbe condurre.

Dal punto di vista metodologico come avete gestito la fase di analisi ed esplorazione?





Articoli dello stesso autore

L’ispettore Derrick Lettura strutturale di una puntata [non disponibile]
M. D'Errico - Script 28



mail inc