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Il Pianista. Intervista con lo sceneggiatore Ronald Harwood
a cura di Sinopsys




Pama d’Oro al Festival di Cannes 2002, Il Pianista diretto da Roman Polanski è uno degli eventi di questa stagione cinematografica. Lo sceneggiatore Ronald Harwood è l’autore dell’adattamento dal libro di Wladyslaw Szpilman.

Scr(i)pt: Come è stato contattato da Roman Polansky?
R.H.: Polansky ha visto la mia pièce Taking Sides a Parigi, con Claude Brasseur1 e Michel Bouquet, e gli è piaciuta molto. Ha pensato che avrei potuto essere la persona giusta per scrivere la sceneggiatura del Pianista. Mi ha contattato e spedito il libro. L’ho letto tutto d’un fiato: ne sono rimasto molto impressionato.

Scr(i)pt: Quali sono state le difficoltà maggiori incontrate nell’adattamento del libro?
R.H.: È un libro molto oggettivo. Al punto che quando Wladyslaw Szpilman ne parla, si domanda a volte se non sia in realtà il libro di qualcun altro. Questa cosa conferice alla sua testimonianza una dimensione monumentale. Egli si accontenta di raccontare ciò che è successo, senza compassione. Abbiamo deciso che questo doveva essere anche lo stile del film. Si è rivelata una cosa molto difficile. Perché l’istinto è quello di drammatizzare: è difficile conservare una certa distanza. Credo che ci siamo riusciti. Non ci siamo mai soffemati troppo sulle situazioni più drammatiche, ma soprattutto non ci siamo mai compiaciuti della violenza gratuita. Credo che non si veda del sangue che in due o tre inquadrature. Il film non racconta la guerra, narra il viaggio di Szpilman attraverso un mondo prostrato.





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