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Lontano dal Paradiso di Tom Haynes
Viviana Sicurella

Di Far from heaven risulta difficile non apprezzare la fotografia, la scenografia, i costumi.
Ma Far from heaven non è solo questo, o meglio: attraverso tutto questo è molto, molto di più.
È l’articolazione di un tema, quale lo vedremo più avanti, attraverso ogni suo livello, è la prova che forma e contenuto sono assolutamente inscindibili e che i temi più banali, quando sono illuminati da una sceneggiatura raffinata, sono anche quelli più veri e capaci di farci emozionare.
In questo articolo non parleremo della scelta intellettualistica fatta da Todd Haynes di riproporre il grande mélo anni ’50, ma adotteremo un punto di vista, per così dire, interno, quello che accomuna lo spettatore di Far from heaven a quello de Lo specchio della vita o di American beauty, quello che sospende la propria incredulità ed è pronto a lasciarsi co-muovere.
la struttura
Il film presenta due linee narrative fondamentali: da una parte quella dei rapporti tra Catherine Whitaker, la protagonista, e il marito Frank, dall’altra quella dei rapporti tra Catherine e Raymond Deagan, il giardiniere di colore.
Sposando la teoria di Dara Marks, si può dire che entrambe le linee si muovano sul piano delle relazioni interpersonali della protagonista; la prima, tuttavia, può essere assimilata a quella che Dara Marks definisce come linea degli accadimenti esteriori, poiché su di essa si situano gli scarti narrativi più consistenti, i cosiddetti plot points; la seconda, invece, può essere assimilata alla linea delle relazioni interpersonali vera e propria, poiché rispetto alla prima sembra collocarsi ad un livello più profondo, in cui la protagonista non si limita a subire gli eventi, ma viene coinvolta in maniera più intensa.
La teoria di Dara Marks indica una terza linea, quella della trasformazione interiore del protagonista: nel nostro caso, tale linea può considerarsi coincidente con quella delle relazioni interpersonali, perché è su questo piano che si gioca il cambiamento interiore – come vedremo avanti, minimo – di Catherine (il suo interessamento per le questioni sociali, che la porta a fare beneficenza e ad accostarsi al volontariato, costituisce più che altro una dotazione della sua personalità).
Struttureremo l’analisi a partire dalla linea del plot, per considerare quella delle relazioni interpersonali in maniera incidentale e approfondirla poi nella trattazione del tema.
Il primo atto finisce a scena 22: Catherine scopre che il marito la tradisce con degli uomini.





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